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Una premessa dovuta.

Il back to basic è un percorso progettato dal clan, su richiesta della sezione, serve a raccontare il cngei ai nuovi capi, ai genitori e questa mattina, giocando di branca L anche ai rover.

La formula del BtoB è semplice, vero,  ma gli ingredienti sono preziosi, rari e difficili da mescolare insieme. Capi, dirigenti e senior imbastiscono attività propedeutiche alla comprensione di tutto ciò che si nasconde dietro al cerchio del branco (questa la puntata di oggi, almeno). Grazie a questa armonia, oggi è normale vedere un Akela e un componente del Cos guidare uno staff di senior proporre un percorso nella jungla di kilping. 

Patata e Salsicce.

Chi vi scrive oggi non era però in questa caccia, bensì a supporto di questa attività, seguendo il “kinderheim” ovvero l’intrattenimento di tutti i figli di chi avrebbe voluto partecipare al BtoB senza “zavorre” o costringendo uno dei due coniugi a mancare.

Quando mi sono fermato a pensare cosa avrei potuto proporre ai bimbi presenti, scout e non scout, dai 3 anni fino ai 13/14 anni, la risposta è stata una sola, ovvero: l’essenza dello scautismo, della vita all’aria aperta, del campo scout, della convivenza, dell’organizzazione, della complessità degli annessi e connessi e infine l’obiettivo (uno solo) facilmente fallibile, del sapore dell’esploratore: La Trapper!

Chi conosce sa di cosa parlo. Cucina alla trapper. Raccolta legna, fuoco, spiedoni appuntiti, carta stagnola, cucina, massima soddisfazione. E così è stato. Credo fossero più di 25 i ragazzini insieme a me. Abbiamo giocato e poi abbiamo adibito la zona del fuoco, con pietre e fango. Abbiamo cercato e diviso la legna. Preparato gli spiedoni e ognuno aveva ben chiaro il proprio ruolo. Stabiliti. Accettati. I più grandi con le lame a far di punta, i più piccini a dividere la paglia dai ciocchi.

E poi via. La fiamma. L’attesa, il fumo e il gusto di addentare una salsiccia fumante e una patata a 8000 gradi celsius. Non abbiamo fatto prigionieri. Mi sono chiesto come sia stato possibile fare una trapper con tanti bimbi di età così diverse.

Idee chiare? Certamente.

Ma soprattutto responsabilizzazione, condivisione dei ruoli sottolinenando i dovuti limiti delle varie età. Così i più grandi mi hanno aiutato -bravissimi davvero- seguendo i cucciolissimi presenti oggi e il bosco di santa colomba ha fatto il resto.

Cullando gli altri alla costruzione di una capanna nel (o del?) bosco, imitando le palafitte degli esplo. Altri ancora hanno esplorato. Preso confidenza con il terreno circostante. Chi scavando, chi correndo, altri arrampicandosi o “rugolandosi” per greppi. “Vivendo” si direbbe. Ognuno rassicurato da quel fuoco per la trapper frutto del lavoro di tutti e poi seguendo le proprie imaginazioni diventando pirati, maghi o indigeni segnati dalla carbonella. Questo è lo scautismo. Scoperta, consapevolezza, fatica, condivisione del risultato.

E la, poco lontano un’altra fonte del loro stupore. Vedere i propri genitori giocare. E più vicino le loro sorelline “a cui fa sempre schifo tutto” a papparsi Patata e salsicce come fossero cibi di re. Il tutto baciato dal giusto sole.

Riassumendo: partecipante più piccola anni 3. Partecipante più grande 71. Woah!

 

 

Cri

il pavone dal canto sincero

commissario di sezione.

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