Ogni volta che si ricomincia esistono due possibilità: cadere nella routine oppure rimettere tutto in gioco.

Per molti di noi quest’anno in sezione si è ricominiciato. C’è anche chi ha preso in mano nuovi ruoli, vero. Ma la mia riflessione si rivolge a tutti quelli che in qualche modo hanno deciso di rimettersi in gioco, che vuol dire si, dare un servizio, ma vuol dire prima di tutto mettersi in discussione, rimettersi in ascolto con l’orecchio teso verso i tuoi compagni di viaggio e verso quello che dicono la testa e il cuore. Nell’affrontare una nuova sfida nella sfida e cioè far meglio ciò che magari cominciava a darti una certa sicurezza, c’è il segreto dello scautismo per gli adulti ed i ragazzi, secondo me. Non possiamo usare come alibi il fatto che noi ci stiamo provando, perchè vicino a noi qualcun’altro è teso nello stesso sforzo.

Fare ciò che il tuo ruolo prevede e farlo meglio, spingendo sui tuoi limiti. La crescita vera sta solo nella voglia di riarrampicarsi in una cima già vista e guardare lontano. Il panorama, il tempo e le persone che ti accompagnano non potranno mai essere le stesse dell’ultima volta. E neppure tu, fidati.

Quindi fratellini, non perdete tempo ad ostentare sicurezza, non irrigiditevi sulle vostre certezze. Non fatevi fregare dalla routine e dai facili rancori. Le nostre tane sono l’occasione unica di vivere la diversità. Cercate di fare del vostro meglio. Cosa siamo e dove vogliamo arrivare. Così sicuramente sbaglieremo, saremo criticati ed aiutati da chi ci tiene il passo e in questo modo davvero festeggeremo degnamente il nostro centenario. Sbagliare e saper riconoscere gli errori. Questo è il mio augurio.

Augh.

ilPavonedalCantoSincero

(il commissario)

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